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Vermi piatti – Parassiti intestinali del gatto

Cestodi, o vermi piatti
Ai Cestodi appartengono tutte le specie chiamate comunemente “tenie”. Sono parassiti la cui forma adulta è costituita da una testa o strobila munita di uncini e ventose che le consentono di aderire alla mucosa intestinale, e un corpo nastriforme rappresentato dall’unione di numerosi segmenti, chiamati proglottidi.
Ogni segmento è ermafrodita, cioè dotato degli organi genitali di entrambi i sessi, rendendo così possibile sia l’autofecondazione delle proglottidi sia la fecondazione crociata. E’ sufficiente la presenza di un solo parassita adulto, quindi, per avere l’eliminazione di uova con le feci e la diffusione del parassita nell’ambiente.

Il ciclo biologico dei Cestodi è sempre indiretto: 

Fra le specie di Cestodi di più frequente riscontro nel gatto si distinguono Taenia taenieformis e Dipylidium caninum. Il gatto si infesta ingerendo gli ospiti intermedi: piccoli roditori nel caso di Taenia, pulci e pidocchi per Dipylidium.
Ingerire una pulce leccandosi è molto più facile di quello che può sembrare, e può accadere anche ai gatti che vivono esclusivamente in casa: utilizzare regolarmente un antiparassitario sul proprio micio trova un’ulteriore ottima motivazione!
La diagnosi si effettua anche in questo caso mediante esame coprologico, durante il quale si potranno riscontrare le uova o le proglottidi nelle feci.
E’ bene tuttavia considerare che l’esame di un singolo campione può non dare risultati significativi: la presenza di uova libere nelle feci è piuttosto rara, mentre è molto più suggestivo il r

iscontro di proglottidi, il cui distacco dalle porzioni terminali del parassita non avviene però in maniera continuativa ma a giorni alterni.
In caso di esito negativo il veterinario potrebbe ritenere opportuno ripetere l’esame con un campione di feci di due-tre giorni successivi.

Per quanto riguarda Dipylidium l’emissione delle proglottidi è più evidente: i segmenti distaccati ed eliminati con le feci hanno una forma caratteristica “a chicco di riso” e sono dotati di motilità, non è raro che il gatto mostri irritazione e fastidio nella zona anale dovuti al movimento delle proglottidi e spesso è possibile osservare direttamente i “chicchi” muoversi nelle feci appena deposte.
Anche nel caso dei Cestodi c’è un rischio zoonosico, ma per quanto riguarda le specie che parassitano il gatto anche l’uomo si comporta come un ospite definitivo e il rischio di infestazione, come per il gatto stesso, non deriva dalle proglottidi ma dalle larve presenti nei tessuti degli ospiti intermedi.

Bibliografia:
www.esscap.org — sito dell’European Scientific Counsel Companion Animal Parasites®
G.M. Urquhart, J. Armour, J.L. Duncan, A.M. Dunn, F.W. Jennings – “Parassitologia Veterinaria” – edizione italiana a cura di Claudio Genchi. UTET.
M. Genchi, G.Traldi, C. Genchi – “Manuale di Parassitologia Veterinaria” – Casa Editrice Ambrosiana

Per la stesura di questo articolo ringraziamo di cuore la nostra amica Rachel.