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Il gatto di razza Persiano – Exotic Shorthair

Il Persiano, un po’ di storia
I gatti a pelo lungo erano sconosciuti in Europa fino a circa il sedicesimo secolo. I primi antenati furono importati da Pietro della Valle dalla Persia e incrociati con altri gatti a pelo lungo arrivati dalla Turchia (forse degli angora?). Il risultati di questi accoppiamenti furono presentati al Crystal Palace di Londra nel 1871. Da allora il successo della razza fu travolgente e venne iniziato un vero e proprio lavoro di selezione che ci ha portato hai gatti che abbiamo oggi, con la loro tipicità, introdotta dagli americani e la moltitudine di colori acquisiti. Ormai assomigliano molto poco ai gatti a pelo lungo blu, col muso ben pronunciato presentati a Londra.

Extotic Shorthair eterno cucciolo
Negli Stati Uniti, intorno al 1960, alcuni allevatori di American Shorthair, per migliorare il colore e la pesantezza di struttura introdussero dei Persiani nei loro progetti di allevamento creando così i primi Persiani a pelo corto, appunto gli Exotic Shorthair, che furono riconosciuti nel 1966 dal C.F.A.
Durante la selezione che ne seguì vennero introdotti anche dei Blu di Russia e dei Burmesi.
Dal 1987 sono ammessi solo incroci con il Persiano a pelo lungo. Ricordiamo a questo proposito che il gene del pelo lungo e quello del pelo corto sono due geni distinti dei quali il pelo lungo è recessivo. Da due Persiani a pelo lungo non nasceranno mai Exotic. Da un Exotic e da un Persiano nasceranno Exotic e Persiani. Da due Exotic possono nascere dei Persiani a pelo lungo.

Aspetto generale e morfologia
Le caratteristiche di queste due razze sono del tutto simili, variano solo per la lunghezza del pelo che deve essere comunque folto e ricco di sottopelo in entrambi.
La corporatura è rotondeggiante, raccolta e pesante (cobby), espressione da bambolotto, con occhi ben aperti dolci ed espressivi e orecchie piccole posizionate basse, guance ben paffute; la linea superiore del naso deve essere all’altezza della linea bassa degli occhi, lo stop ben marcato e la fronte bombata. La rotondità della testa esclude la presenza di un profilo.
I denti chiusi a forbice, è ammesso un leggero prognatismo.
I colori sono ammessi in ogni tonalità e disegno, il colore degli occhi accompagna quello del mantello.
Verdi per i chinchilla e i Silver shell e shaded, arancio rame o cuoio per gli altri mantelli tolto che per certi bianchi e per i color point dove troviamo l’occhio azzurro.

Lati negativi
Sicuramente la cura del pelo è la maggior pecca del Persiano e giustifica in parte il successo che ha ottenuto ultimamente l’Exotic, che pur mantenendo la tipologia non ha bisogno di una cura così maniacale del mantello. I lavaggi mensili aiutano a mantenerne le qualità e facilitano la toelettatura. Gli occhi vanno puliti con regolarità e giornalmente. I parti sono spesso difficili e necessitano di assistenza costante.

Alimentazione
Quando un cucciolo di Persiano entra a far parte della nostra famiglia è importante tenere bene a mente che noi non lo conosciamo ancora e che ogni gatto ha un suo carattere e arriva con un suo bagaglio, piccolo o grande, di esperienze.
E’ importante studiarlo bene per evitare tanti piccoli problemi futuri.
Le prime cose che consiglio quando il cucciolo arriva è di pesarlo e ripesarlo dopo 15 giorni. E’ molto facile farsi ingannare vedendo un cucciolo strofinare il muso nel piatto e pensare “ma guarda come mangia!”.
Il muso dei Persiani è molto poco “prensile” e spesso il cucciolo si limita a spingere in giro il cibo, ma non ne mangia a sufficienza. Può essere utile finchè non diventa più abile raccoglierlo più volte al centro del piattino formando una montagnetta.
A proposito del cibo, anche io come molti altri allevatori consiglio l’alimentazione mista (crocchette e umido).
Capita che i Persiani nutriti solo a crocchette tendano a bere molto, questo non è un male per la loro salute ma può essere un disastro per il padrone. Molti di loro infatti (ne conosco parecchi) bevono malissimo bagnandosi in maniera esagerata, e col pelo che hanno è un disastro. Il gatto Persiano ha bisogno di avere supporti vitaminici e calcio fino a 1 anno di età quindi conviene affidarsi a una marca specifica di alimentazione per cuccioli che fornisce tutto l’occorrente per una crescita bilanciata. Uso una volta al giorno aggiungere alla scatoletta del pollo lesso tritato o del macinato scottato leggermente. Fino a 4 mesi sarebbe meglio fare 4 pasti, per passare a 3 fino all’anno e 2 in seguito. Le crocchettine, vanno lasciate a disposizione sempre nella dose giornaliera, prescritta dalla confezione. L’umido e il latte, se gradito, invece è meglio non lasciarli troppo tempo esposti perché si deteriorano facilmente. Il Persiano, vista la conformazione del muso, necessita di ciotole larghe a bordi bassi per nutrirsi correttamente. Per l’umido usare un piattino. Acqua fresca sempre a disposizione. Se si conservano gli alimenti in frigorifero, portarli poi a temperatura ambiente prima di somministrarli o intiepidirli col microonde.

Pulizia
Per gli occhi, passare giornalmente un batuffolo di cotone inumidito con acqua tiepida o acqua borica o prodotti appositi, dopodiché asciugare con cura con scottex o fazzoletti di carta. Chi non ha mai avuto un Persiano spesso si spaventa perché le lacrime sono arancioni, è normale. Se le lacrime diventano troppo abbondanti e macchiano il pelo (sui gatti chiari si vedono molto di più) si può usare quei preparati chiamati “lacrime finte” che si vendono in farmacia per uso umano.
Si mettono a giorni alterni negli occhietti per una settimana allungando mano a mano i tempi di somministrazione fino a sospendere completamente.
Abituare il gattino ad essere spazzolato e pettinato tutti i giorni , evita di trovarsi in pochi mesi davanti a una belva ispida, che rifiuta di farsi toccare perché i nodi fanno male. I periodi più topici sono quelli del cambio di pelo, in primavera e in autunno.
Se l’alimentazione non lo comprendere già, in questi periodi è meglio somministrare una pasta specifica per evitare i boli di pelo.

Controllare le unghie ogni mese, se necessario spuntarle con un tronchesino, spesso crescendo troppo si conficcano nel polpastrello. Può succedere abbastanza frequentemente nel Persiano, che qualche pezzettino di feci resti attaccato al pelo delle cosce. Non fatevi prendere dal panico! Imborotalcare abbondantemente la parte, tenendo il micio sotto il braccio e con un pettine di ferro a denti larghi pettinare via lo sporco. Si può ovviare al problema accorciando leggermente il pelo.

Consigli per il bagno
Potete lavare il vostro micio a partire dai 4 mesi in poi anche mese si e mese no. Per gatti da esposizione il discorso cambia, soprattutto in vista dell’ expo si arriva a lavarli anche tre volte nell’ultima settimana. Prima del bagno il pelo deve assolutamente essere esente da nodi, perché il bagno peggiorerebbe la situazione. Insaponare almeno per due volte usando uno shampoo apposito e risciacquare con molta cura.
Nell’acqua dell’ultimo risciacquo aggiungere ½ bicchiere di aceto bianco o di mele; funge da balsamo e porta via le ultime tracce di sapone poi risciacquare.
Cercate di non bagnare il muso se non alla fine per una lavatina veloce e solo con la mano.

Tamponare con salviette calde l’acqua in eccesso; se avete un trasportino a gabbietta, potete sistemare il micio lì dentro per la prima asciugatura e fino a che non si abitua al rumore, poi proseguire fuori tenendolo spazzolato in contemporanea.

La parola all’allevatore
“In questi anni ho avuto modo di conoscere parecchie persone interessate ai mici e mi sono a mio malgrado resa conto che ci sono molti pregiudizi sui gatti Persiani.
Sono spesso considerati gatti “con la puzza sotto il naso” spesso asociali, a volte completamente apatici e senza carattere.
Giuro, non ho mai sentito tante stupidaggini come in questi ultimi 6 anni, da quando praticamente la mia convivenza con i gatti è diventata una massiccia costante.
Convivendo con 11 Persiani ed Esotici più eventuali cucciolate, e per condividere intendo calpestare lo stesso territorio, non puoi non raccogliere le sfumature e le particolarità di questi grossi patatoni.
Mentre sto buttando giù queste righe un piccolo marmocchio di due mesi, è riuscito, dopo tanto tribulare, a infilarsi sotto il mio braccio, si è seduto sul mio ginocchio come un bambino e si appoggia con un gomito al mio braccio, con lo sguardo che vuole dire “hai visto come sono stato bravo, ora che facciamo?” e si sistema come una piccola scimmietta compiaciuta.
Come si fa a non amarli!
L’unica cosa che posso consigliare a chi prende un Persiano o un Esotico come compagno, è di non abbandonarlo a sé stesso come un giocattolo usato. Per sentirsi appagati e arricchiti dalla loro amicizia bisogna viverli, stuzzicarli, considerarli e condividere con loro la nostra vita; è un gatto che ha perso molto del suo istinto di gatto (per colpa nostra!). Spesso, il fatto che sia un gatto tranquillo e che poco si lamenta fa si che la gente lo preferisca per votarlo a una vita di solitudine, sempre ad aspettare un padrone che a qualcosa di meglio da fare. Invece ha bisogno di essere protetto e coccolato perché non è più capace di bastarsi da solo”.

Credits: Allevamento Della Vittoria Alata