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Il gatto di razza Norvegese Delle Foreste

Leggenda
La storia del gatto norvegese si perde nella notte dei tempi e di fatto si confonde con le antiche Leggende Vichinghe. Universalmente considerato “il gatto sacro degli antichi Vichinghi”, si narra che fosse il gatto della bellissima dea Freya, che amava circondarsi di questi splendidi gatti bianchi, che la allietavano con le loro fusa e la trasportavano trainando il suo carro per quelle lontane terre innevate. Divenuto parte del patrimonio leggendario-culturale norvegese questo splendido felino dallo sguardo seducente e dall’elegante portamento di un folletto, dalla coda lussureggiante e folta, diventa il protagonista felino delle favole popolari di Asbjornsen e Moe, pubblicate nel 1835.
La prima notizia storica la troviamo fin dal 1599, nella descrizione di un sacerdote norvegese, Clauson Friis, che ci parla di un gatto in tutto simile alla lince, con enormi e folti ciuffi di pelo sulle orecchie, dalla pelliccia foltissima, abilissimo nella caccia come nella pesca.

Storia
A partire dal primo riconoscimento nei paesi scandinavi nel 1930, con il proposito di salvaguardarne le peculiarità (soprattutto la pelliccia, evitando accoppiamenti con gatti a pelo corto), i primi rappresentanti di questa razza affascinante vennero esposti nel 1969, ebbero il primo riconoscimento (questi esemplari venivano chiamati Skogkatt” = gatto dei boschi), da parte del Norsk Skogkattring Club nel 1975, il primo riconoscimento FIFE nel 1977, TICA 1984, CFA 1987.

Aspetto fisico
Il Norvegese è un gatto grande, possente e altero, dalla forte ossatura e muscolatura molto sviluppata. Attrezzato per sopravvivere in un ambiente impervio e spesso ostile, ha una pelliccia molto folta, con pelo impermeabile ben adatto ad isolarlo dall’umidità (è un pelo idrorepellente e capace di asciugare in soli 15 minuti), gambe posteriori più lunghe, il che gli permette di tenere il ventre più lontano dai ghiacci.. Le zampe sono palmate con ciuffi di pelo tra le dita, il che oltre a proteggerlo dal freddo gli permette di non sprofondare nella neve. Il muso è triangolare e deve disegnare un bel triangolo tra la punta del naso e quella delle orecchie. Le orecchie sono ben sviluppate, appuntite e con pennacchi alla sommità e anche all’interno. Il naso è diritto, privo di stop, cosa che gli permette di recepire meglio e più velocemente gli odori, in un ambiente dove certo non abbondano in natura. Ha pelo semilungo, più allungato in un abbondante collare e ai calzoncini posteriori, una bellissima coda folta. La sua struttura anatomica gli permette una andatura particolare, molto elegante, quasi toccasse appena il terreno, quasi camminasse in punta di piedi….. il che accentua il suo look rendendolo ancora più incredibilmente affascinante ed enigmatico!
Gli occhi sono leggermente allungati quando diventa adulto, ancora un po’ tondeggianti quando è cucciolo.
Il suo splendido mantello può avere tutti i colori offerti dalla natura, solidi o diluiti, tigrati e non: dal brown al nero dal rosso al crema, dal bianco al blue e al silver argentato. E se i colori diluiti come il blu o il bianco gli conferiscono un aspetto più sofisticato, il brown tabby tigrato o blotched, così come il Silver sono spesso i più apprezzati …..questi infatti richiamano maggiormente l’idea di un gatto dei boschi e inoltre sono arricchiti da un maquillage scuro o crema intorno agli occhi assolutamente seducente!!!!

Carattere
Si potrebbe scrivere all’infinito sul carattere del gatto norvegese: lui infatti riassume tutte le sfumature auspicabili nel nostro amico felino: dalla dolcezza all’indipendenza, dalle coccole alla “caccia” e al gioco: che poi sia una mosca… o una pallina o una foglia o, in mancanza d’altro anche solo del pulviscolo… lui è sempre pronto a lanciarsi e a condividere il suo gioco col suo amatissimo amico uomo. Ha un enorme bisogno di contatto e non perde occasione per strofinarsi contro di voi, accoccolandosi su una scrivania presso di voi, sulle vostre ginocchia, strusciandsi sulle vostre gambe e, appena possibile cercando di darvi piccole e dolcissime testate (atteggiamenti questi che hanno anche lo scopo di lasciare su di voi il suo “odore” e confermarvi in tal modo sua “proprietà” e prendere al tempo stesso informazioni da voi).

E’attentissimo a tutto quanto accade nella sua amatissima casa accompagnando i vostri comportamenti con piccoli miagolii di approvazione o “rimprovero”. Pure essendo attrezzato a vivere all’aria aperta siete e sarete sempre voi il suo principale punto di riferimento e il centro del suo mondo. Pure essendo l’unico gatto capace di scendere (girando intorno), anche da una albero altissimo, sarà felice, ma che dico, super felice di scambiare questo divertimento con il suo amatissimo albero gatto o ancor più amato divano di casa dove si trasforma in un adorabile e dolcissimo compagno di coccole e di deliziosi pisolini.

Cure
Il Norvegese è davvero eccezionale anche da questo punto di vista: è un gatto molto robusto e dalla salute di ferro, rarissimamente prende raffreddori, e, a parte qualche soggetto che non tollera il riso (basterà eliminarlo dalla sua dieta abituale) non soffre nemmeno di allergie.
Il suo pelo forte fa si che, a parte il periodo della muta (quando è importante spazzolarlo con una certa frequenza per evitare che il pelo si infeltrisca e che lui ne ingoi eccessivamente) basterà una vigorosa spazzolata una volta alla settimana per mantenere la sua pelliccia soffice e vaporosa.
Non è necessario lavarlo perché grazie soprattutto al carattere impermeabile del suo pelo riuscirà sempre a mantenersi pulitissimo da solo.
Solo se si desidera portarlo a qualche esposizione può essere opportuno lavare (ma almeno una settimana prima) i soggetti con pelo più chiaro.

Riproduzione
In genere lo sviluppo sessuale è completato intorno ai 10 mesi, sia nel maschio che nella femmina. Lo sviluppo di crescita e maturazione complessivo delle sue peculiarità fisiche dura invece molto più a lungo ed è completo intorno ai 3 anni o più. La gravidanza, il parto e l’allattamento non presentano difficoltà: la norvegese è un’ottima mamma, attentissima ai suoi piccoli, partorisce con facilità estrema e senza aiuti, ha latte molto abbondante. Il maschio, come quasi tutti i maschi comunque, tende a segnare il territorio per cui, tenendolo in casa sarà necessario sterilizzarlo intorno all’anno di età. I cuccioli verranno svezzati intorno ai 30 giorni, ma molto spesso anticipano loro spontaneamente lo svezzamento cercando anche prima di mangiare il cibo offerto dalla mamma.

Credits: Allevamento Gatto Matto