Il gatto di razza Angora Turco

Breve accenno alla storia e discendenza della razza
Le origini geografiche dell’Angora Turco sono testimoniate dal suo stesso nome, il quale divenne, ed è tuttora, sinonimo di “pelo lungo” per via della sontuosa pelliccia, particolarità comune agli animali di questa parte della Turchia.
Furono scoperti nella terra dei Sultani, dal viaggiatore Pietro della Valle, durante uno dei suoi viaggi all’interno dell’Impero Ottomano.
Portati in Italia all’inizio del XVII secolo, l’aristocrazia europea impazzì per il piccolo felino, considerandolo un gioiello raro e prezioso; era la prima volta che gli europei potevano ammirare dei gatti a pelo lungo e di una tale bellezza.
Si aprirono due secoli di strepitoso successo, dove furono immortalati in ogni campo dell’arte, e svariate sono le opere artistiche che oggi testimoniano il loro passaggio.
Apprezzate le loro qualità estetiche, alcuni allevatori alla fine del 1800, incominciarono ad incrociarlo con altri gatti creando nuove razze feline, che hanno riscosso molto successo anche grazie al loro patrimonio genetico.
Lo sfruttamento fu tale che dovette intervenire il governo Turco per evitarne l’estinzione.
Angora Turco Così negli anni ’50 in Turchia si diede il via ad un programma per la salvaguardia della specie affidando le loro sorti ad un gruppo di esperti in riproduzione felina degli zoo di Istanbul e di Ankara, dove ancora oggi è possibile vederne i discendenti.
La razza venne dichiarata “tesoro nazionale” e furono vietate le esportazioni; divieto che persiste ancora. Soltanto quattro anni più tardi alcune coppie di gatti ottennero il permesso di lasciare la Turchia per approdare in America.
Negli anni sessanta in Inghilterra alcuni allevatori cercarono di ricreare l’Angora Turco selezionando dai gatti, di razza orientale, i soggetti a pelo lungo.
Questa razza nuova che ne derivò, riconoscibile, perché molto longilinea con la testa tipica dei gatti orientali, fu chiamata per un trentennio “Angora”; di recente per evitare confusioni con l’Angora Turco, è stata ribattezzata “Orientale a pelo lungo”.
L’Orientale a pelo lungo e l’Angora Turco sono fortunatamente rimasti due ceppi distinti, anche se in questi anni questa razza ha creato molta confusione, in particolare ha radicato l’idea che il gatto Angora Turco, non fosse altro che un gatto bianco a pelo lungo con il naso dritto. L’Angora Turco, è invece una delle razze a pelo lungo più antiche di cui si abbiano notizie certe (1400 d.c.).

Caratteristiche fisiche principali
L’Angora Turco è un gatto longilineo e atletico con zampe lunge e sottili che appoggiano su piedi piccoli e rotondi. Le orecchie, in armonia con il musino triangolare, sono grandi alla base e ben piazzate dritte sulla testa, con ciuffetti di pelo all’estremità; i grandi occhi a mandorla, leggermente obliqui rispetto alla canna nasale, esprimono tutta la loro curiosità per il mondo che li circonda. Il mantello di media lunghezza, facile da mantenere in ordine perché privo di sottopelo, si presenta soffice, sottile e lucente come la seta, si adagia sul corpo dell’animale seguendone ogni movimento. I colori riconosciuti sono tutti ad eccezione del chocolate, lilac ed il colorpoint, considerati segno di ibridazione con le altre razze. La coda lunga e folta, larga alla base per assottigliarsi in punta e con un folto pennacchio, viene portata a modello di stendardo. Tutte queste caratteristiche estetiche ne fanno di un gatto estremamente elegante dove le loro movenze non passano inosservate.

Carattere, comportamento in famiglia
Grazie al loro modo di miagolare, con modulati vocalizzi, instaurano una sorta di dialogo con il loro interlocutore umano. Vivaci, intelligenti, equilibrati, giocherelloni e curiosi sapranno con le loro zampe anteriori rimettere “ordine” nei cassetti o negli armadietti a loro accessibili.
Ottimi nel riporto ed eccellenti portieri, vi movimenteranno le giornate un po’ noiose e sapranno integrarsi nella famiglia, diventando ottimi compagni di vita.
Fate attenzioni ai rubinetti, amano giocare con l’acqua e non è raro che li aprano, Keramet ed Osman ne sono un esempio, avendo allagato la nostra casa per ben due volte. Se pensate di vivere con un Angora Turco e non trattarlo alla pari (parlandogli, giocandoci e facendolo partecipare alla vita famigliare) non è il gatto che fa per voi, perché soffrirebbe del disinteresse.
Non dimenticate che sono stati per secoli “i figli dei sultani” e poi i più amati e coccolati della nobiltà occidentale, ma a parte questo hanno una sensibilità fuori dal comune. Sanno leggerti dentro e conquistare il tuo cuore per non uscirne più!

Consigli e cure per mantenerlo in salute
Mantenerli puliti è molto semplice, non avendo il sottopelo, una spazzolata giornalieria durante la muta ed il bagnetto di tanto in tanto, sono sufficienti per mantenere il loro mantello vaporoso come una nuvoletta. Una sana alimentazione contribuirà alla loro buona salute fisica ed estetica.

Credits: Allevamento Degli Ottomani