Decisamente orripillata dai racconti che sto leggendo su animali in difficoltà e forze dell'ordine che se ne infischiano, voglio raccontare un fatto che mi è accaduto anni fa.
Lo scopo è riflettere sul fatto che al di là delle leggi per ora la differenza la fa la sensibilità degli esseri umani coinvolti... purtroppo, perchè solo questo non basta
Comunque...
Anni fa ci portano in museo un piccione apparentemente ferito, con un anellino alla zampa.
Ce ne occupiamo, capendo che è solo stremato e affamato e si riprende in fretta.
Intanto scopriamo che l'anellino è dell'Unione Colombofili, cioè persone che allevano i famosi "piccioni viaggiatori" e dall'anellino scopriamo che arriva da molto lontano (ora non ricordo più da dove!).
Scopriamo anche che, in base a una vecchia legge, il trasporto del piccione al legittimo proprietario spetta... ai Carabinieri!
Telefono alla caserma locale e spiego la situazione.
Mi rispondono con gentilezza, ma chiaramente un po' perplessi:"Vabbè, ce lo porti..."
Così mi presento in caserma con il mio piccione, sistemato come indicatomi dai colombofili.
Quando mi fanno entrare, tutti esclamano divertitissimi:"Ma allora era vero!"
Insomma, pensavano a una burla...
A questo punto arriva il brigadiere, che conferma l'esistenza di questa legge e comincia subito a dare disposizioni perchè il piccione sia sistemato per benino, con acqua e pappa a disposizione... insomma mi ha colpito la scrupolosità con cui si è subito occupato di un animale di solito ancora meno amato di un gatto o di un cane...
E dopo qualche giorno ho saputo che il pennuto era tornato sano e salvo alla sua piccionaia.



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Poi ho letto molto anche sui colombi viaggiatori che sono capaci di percorrere centinaia di chilometri per tornare alla piccionaia.


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