Sento di dover delle righe al mio precedente gatto, Ossian, sperando che Uriel non si offenda. qui almeno so che il mio ex-micione riceverà un po' di affetto, anche se telematicamente.
non ricordo bene le date, perdonatemi.
Ero al liceo, avevo quindi circa 15 anni. amante dei gatti, non potevo averne perché papà, nonostante ami gli animali (lui stesso adottò una gattina randagia che è sparita) non li voleva (e non li vuole tutt'ora) nella sua casa. un giorno mi chiamano per farmi scendere nel parco. avevano trovato un piccono gattino malandato, circa tre mesi, si pensava. sembrava un coniglio! quasi senza pelo, tremante e zoppicante, congiuntivite acuta! un caso perso. la macanza di pelo era dovuta alle micosi, per cui non lo si poteva toccare. era la novità del parco e tutti gli adolescenti come me ne erano interessati. dopo pochi giorni ero rimasta la sola a curare il micio. avevo un aiuto dal farmacista per il costo dei medicinali, ma il micio era molto affamato e molto bisognoso d'affetto. lo facevo giocare con i laccetti e mangiare gli avanzi della casa, per non abituarlo alle crocchette (era sempre un randagio e a Caserta è difficile dare in adozione un micio). presto passai all'umido, comunque. lo chiamai Ossian perché nonostante le avversità e la debolezza, era fiero come un principe, intento a dominare la zona! Piangeva sempre, voleva le coccole. col passare del tempo eravamo diventati tutt'uno! passavo tutte le ore diurne (possibili, ovviamente) giù con lui, con qualsiasi clima. ero l'unica apoterlo accarezzare o a potergli sollevare più di due zampe da terra. era sempre malaticcio! ogni tanto mi tornava con qualche ferita sanguinolenta, le orecchie martoriate dagli acari e dalle zanzare nonostante le centinaia di euro spese per il veterinario, che doveva venire a casa, perché il gatto era così intelligente da saper aprire il trasportino per gatti (ma come faceva poi?). il trasportino...era uno spirito libero, quando rinchiuso batteva la testa contro le pareti della gabbia per liberarsi...una volta si sfregiò tutto il naso e rimasero le cicatrici (da allora non ce lo misi più)!. mi faceva le serenate dal balcone per farmi scendere e urlava sotto i palazzi per non farmi baciare il mio fidanzato. io ero sua e lui era mio. non amava saltare, forse a causa delle ossicina cresciute un po' storte. era stato picchiato da cucciolino ed era evidente; odiato da quelli del parco e la cosa mi irritava, ma mi ronfava e passava tutto (un tenerone altro che quell'ingrato del mio Uriel
). mi seguiva sotto la pioggia e mi inseguiva fino al limitare del suo territorio quando la mattina scendevo a dargli la colazione prima di andare a scuola. non sono mai riuscita a farlo castrare
...comunque poi sono partita per Firenze. lui cambiò e divenne nervoso, non mangiò per giorni, ma quando tornavo eravamo sempre insieme. nei giorni di assenza mi aspettava vicino all'ascensore (perché dicono che i gatti non sanno amare?). poi un giorno una veter sbagliò la dose di un farmaco. stava morendo lentamente. lo portai in casa. non vedeva più, non camminava più. nonostante questo strusciava sul pavimento in cerca della libertà (il balcone...panico!). gli ultimi giorni restava immobile e si animava solo al mio passaggio. il farmaco lo stava paralizzando piano piano! e nonostante questo servivavno tre persone per mettergli la flebo! fortunatamente riuscimmo a trovare l'antagonista e si riprese! ripartii per firenze, ma quando tornai a caserta non c'era più. era stato cacciato dal parco da X(non sappiamo da chi). mamma non era riuscito a trovarlo. ci provai io. lo trovai. era in una zona limitrofa, inselvatichito e impaurito. mi voleva, non mi lasciava più andare. tornai per qualche altro giorno a dargli da mangiare. mi marcò (si imbarazzante, ma mi fece la pipì vicino al piedeO_O avete altre spiegazioni? era sdegno?). ronfava e mi stava vicino. non sono riuscita a riportarlo al parco (anche perché, ripeto, non si faceva prendere in braccio). l'ultima volta che sono andata non mi ha seguita e mi ha guardata. io l'ho sentito, mi ha detto: o resti qui con me, o non torni più. non ti seguirò, non mi offenderai ancora.
da quel giorno non l'ho più visto. sono tornata diverse volte. ancora lo cerco quando torno a casa dei miei, ancora lo cerco nel parco. io credo sia morto ormai, era sempre malaticcio e tutto storto. il mio micione dal caratterino forte!
Scusate l'italiano poco correttoe l'eventuale incoerenza dei tempi verbali, ma non ho manco la forza di rileggerlo. è stato il mio gatto speciale, ache se per 5 anni solamente! è stato mio amico. mi capiva e mi amava e non ho mai avuto bisogni di addestrarlo. lui semplicemente faceva ciò che gli chiedevo (altro che Uriel...animalaccio ingrato! si salva solo perché è morbidone e con gli occhietti da angioletto malefico...Uriel). in questo modo Ossian non morirà con la mia memoria, ma potrete sempre raccontare ad amici scettici sull'affetto felino, di un gattone tigrato che ha vissuto la sua vita per una ragazzina e che ha deciso di andarsene da un posto caldo e comodo solo perché non c'era più la sua padroncina da coccolare.



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. io ero sua e lui era mio. non amava saltare, forse a causa delle ossicina cresciute un po' storte. era stato picchiato da cucciolino ed era evidente; odiato da quelli del parco e la cosa mi irritava, ma mi ronfava e passava tutto (un tenerone altro che quell'ingrato del mio Uriel
). mi seguiva sotto la pioggia e mi inseguiva fino al limitare del suo territorio quando la mattina scendevo a dargli la colazione prima di andare a scuola. non sono mai riuscita a farlo castrare
...comunque poi sono partita per Firenze. lui cambiò e divenne nervoso, non mangiò per giorni, ma quando tornavo eravamo sempre insieme. nei giorni di assenza mi aspettava vicino all'ascensore (perché dicono che i gatti non sanno amare?). poi un giorno una veter sbagliò la dose di un farmaco. stava morendo lentamente. lo portai in casa. non vedeva più, non camminava più. nonostante questo strusciava sul pavimento in cerca della libertà (il balcone...panico!). gli ultimi giorni restava immobile e si animava solo al mio passaggio. il farmaco lo stava paralizzando piano piano! e nonostante questo servivavno tre persone per mettergli la flebo! fortunatamente riuscimmo a trovare l'antagonista e si riprese! ripartii per firenze, ma quando tornai a caserta non c'era più. era stato cacciato dal parco da X(non sappiamo da chi). mamma non era riuscito a trovarlo. ci provai io. lo trovai. era in una zona limitrofa, inselvatichito e impaurito. mi voleva, non mi lasciava più andare. tornai per qualche altro giorno a dargli da mangiare. mi marcò (si imbarazzante, ma mi fece la pipì vicino al piedeO_O avete altre spiegazioni? era sdegno?). ronfava e mi stava vicino. non sono riuscita a riportarlo al parco (anche perché, ripeto, non si faceva prendere in braccio). l'ultima volta che sono andata non mi ha seguita e mi ha guardata. io l'ho sentito, mi ha detto: o resti qui con me, o non torni più. non ti seguirò, non mi offenderai ancora.



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