Non vi ho mai raccontato della nostra prima vacanza con Tina che all’epoca aveva 11 mesi, e ora vorrei condividere con voi questa esperienza.
Perdonatemi fin da ora se la narrazione sarà un po’ lunga.
Cominciamo dalla destinazione: Salento, 20 km circa prima di Santa Maria di Leuca, da casa nostra più di 900 km.
Ci eravamo premuniti di tutto l’occorrente, tra cui collarino munito di medaglietta, in caso di fuga, e pettorina per eventuali passeggiate all’aperto.
Il viaggionon è andato male, a parte il fatto che lei era offesissima, non ha mangiato, bevuto né fatto pipì (veramente qualche crocco, buttato lì nel trasportino, l’ha mangiato di nascosto, sotto il cuscino, credendo che noi non vedessimo)
, ma non si è mai lamentata.
All’arrivo appartamento a piano rialzato, solo pochi gradini che scendevano sia a destra che a sinistra della porta, era un vero invito alla fuga. Alla mattina facevamo colazione sul terrazzino fuori dall’ingresso e lei stava lì’ con noi, tenuta a guinzaglio con la pettorina, però si vedeva che le sarebbe piaciuto scendere quelle scale.
Seconda notte: mi sveglio alle due circa con mio marito che gridava: no, no, no. Subito spavento pazzesco perché ho pensato che stesse male lui, poi ho realizzato, Tina, inseguendo una farfallina, si era appoggiata alla zanzariera, questa aveva ceduto e lei era volata di fuori … ancora spavento
.
Mio marito si è fiondato fuori e l’ha trovata rannicchiata ai piedi della finestra, ha cercato di portarla dentro, ma lei, affascinata dal mondo esterno notturnoprotestava, per cui, messa la pettorina e , nel cuore della notte, mio marito l’ha portata a spasso come un cagnolino, lei non voleva più rientrare.
Da quel momento serrande sempre abbassate, in un’estate da 40° all’ombra, e di notte ventilatorea tutto buco per poter dormire.
Due settimane e un’altra zanzariera distrutta dopo, arriviamo alla fine della vacanza.
Ultima sera: mio marito è fuori che carica la macchina, sento un rumore ed esco per controllare se ha bisogno, devo uscire solo un attimo per cui aggancio il guinzaglio al collarino senza mettere la pettorina.
Evidentemente il collarino era largo perché, dopo neanche 5 secondi sono lì come un ebete, con il guinzaglio e il collarino in mano, ma senza gatto dentro. Panico! Tina è corsa verso un piccolo spiazzo erboso all’interno del residence e si è nascosta dietro a dei cespugli. E’ buio e lei … è nera
.
Dopo circa una ventina di minuti di inseguimento siamo riuscirti a farla venire verso di noi e l’abbiamo presa. Finalmente tutti a nanna.
Il giorno dopo partenza (fortuna che non ci hanno fatto pagare le zanzariere). Il viaggio di ritornoè stato identico all’andata.
Finalmente a casa. Abbiamo tirato un sospiro di sollievotutti e tre.
Non paghi abbiamo ripetuto l’esperienza, l’anno successivo in Gargano, ma questa è un’altra storia.



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non è andato male, a parte il fatto che lei era offesissima, non ha mangiato, bevuto né fatto pipì (veramente qualche crocco, buttato lì nel trasportino, l’ha mangiato di nascosto, sotto il cuscino, credendo che noi non vedessimo)
, ma non si è mai lamentata.
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, si era appoggiata alla zanzariera, questa aveva ceduto e lei era volata di fuori … ancora spavento
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protestava, per cui, messa la pettorina e , nel cuore della notte, mio marito l’ha portata a spasso come un cagnolino, lei non voleva più rientrare.
a tutto buco per poter dormire.
. Panico! Tina è corsa verso un piccolo spiazzo erboso all’interno del residence e si è nascosta dietro a dei cespugli. E’ buio e lei … è nera
.
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tutti e tre.



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però mi vien da ridere a ripensarci ora, non certo quando successe
è stata molto brava


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