Ciao, ci tengo a raccontarvi questa mia storia, parla della mia prima gatta: Teodolinda, detta Linda. Avete mai notato quanto tempo ci si metta a trovare un bel nome appropriato e quanto invece sia veloce il soprannome che si affibbia alla creaturina? buffo eh? http://www.gattiandco.com/forum/images/smilies/wink.gif
Ad ogni modo avevo 3 anni quando il giorno di Natale dissi alla famiglia che volevo un gatto. Il perchè e il percome mi è oscuro tutt'ora. Insomma, ve la faccio breve, mia madre un giorno tornò con lei. Una iena! Era una siamese quasi adulta ormai, siccome strabica non l'aveva mai voluta nessuno e così il proprietario che si scaldava grazie ad una grossa, vecchia, stufa, quando non c'erano clienti, usava far uscire la gattina dalla gabbia; lei correva a rintanarsi proprio là sotto e questo le aveva provocato la bruciatura del pelo lungo tutta la lunghezza della schiena. Se a questo aggiungete il notorio carattere delle femminucce della specie, capirete che l'insieme era alquanto scoraggiante, ma non per mammà, soprattutto se su tutto era stato applicato un bello sconto. Ricordo che quando arrivò a casa con lei mi disse, scatola chiusa, di stare attentissima, che la gatta poteva essere pericolosa e che era certamente spaventata per il viaggio e le novità. All'improvviso la gatta spalancò le ali della scatola di cartone e balzò fuori come una erinni. Io la presi al volo e me la strinsi al petto. Mia madre perse 10 anni di vita e io guadagnai un amore incondizionato per la vita. La nostra storia fu meravigliosa e unica e magari un giorno ve ne parlerò, ma ora voglio scrivervi della sua fine. Quando Linda morì per un cancro alle mammelle che nessuno mi diagnosticò per quello che era, aveva quasi 15 anni e io quasi 18. Ricordo che la portai a bere e lei, tremante sulle zampine secche, mi lanciò un'occhiata disperata e lappò qualche sorso, come lo facesse solo per farmi piacere. Poi si trascinò sul letto e guardandomi gridò il suo addio. Cadde riversa su un fianco e io cominciai a urlare in preda ad una crisi isterica. Mia madre e uno dei miei fratelli ci raggiunse e mentre lui controllava che la piccola era effettivamente spirata, mia mamma cercava di stringermi, ma io ero fuori di me. Quando mi addormentai esausta nel pianto e nel dolore, nemmeno me ne resi conti. Mi svegliò, nel cuore della notte, un rumore curioso, come il ticchettio di una macchina da scrivere. All'epoca scrivevo con una vecchia olivetti e questo mi spinse ad alzarmi e ad uscire dalla camera. Alla fine del corridoio che si affacciava sulla sala, da dove veniva il rimore, vidi una strana luminescenza azzurra. Il rumore si faceva sempre più chiaro e la luce blu, man mano che mi avvicinavo. Quando entrai nella stanza il rumore cessò e la luce pure. Tornata in camera con l'affanno di un terribile peso sul cuore, vedo che sul mio letto mi aspetta la mia Linda. A forza di dormire insieme, lei prese una postura quasi umana: su un fianco, testa sul cuscino e zampine anteriori sotto la guancia e io, tuttora, quelle di un gatto, polsi ripiegati vicino alle braccia raccolte al petto. E fu così cher la vidi. Mi sorrise sbattendo piano gli occhi blu e io mi sdraiai accanto a lei e la carezzai piano. Poi, quando mi resi conto che lei era lì, era davvero lei, in carne ed ossa, viva, la strinsi a me e mi addormentai felice. Quando mi sveglia la mattina dopo ero sola, ma il dolore era sparito. Mi rimaneva una grande malinconia che aveva preso il posto dell'insostenibile pena. E' stato il suo ultimo atto d'amore nei miei confronti. E oggi, che sono passati quasi 40 anni, e che ho visto gatti nascere e morire, qualcuno l'ho salvato e qualcuno l'ho perso, e tutti li ho amati, lei è rimasta il mio grande amore e quando penso al giorno della mia dipartita penso solo a quando mi riunirò a coloro che ho amato: a mamma, agli amici e a lei.![]()



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sicuramente la tua Linda ti guarda dal ponte e ti pensa sempre


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