11 Gennaio 2010 – 18.24
Ciao Milla, il tuo cuoricino si è fermato oggi in questa fredda giornata d'inverno e io ti ho seppellito nel nostro giardino con le lacrime che mi rigavano il viso e il cuore infranto.
Hai passato i tuoi ultimi giorni di dolore accovacciata sul mio letto, senza mai spostarti dalla mia stanza; quando ti portavamo in braccio di sotto per cambiare un po' aria alla fine risalivi sempre e andavi nel tuo angolino preferito, appena prima del mio cuscino e attaccata alla parete. In questa stanza hai passato anche la tua prima notte con me, il 16 Dicembre 2008: non sapevo come prenderti in braccio, quanto cibo dovevo darti, quella notte era stata davvero insonne.
E ci hai lasciato passando gli ultimi giorni in questa stessa stanza, facevi fatica a salutarmi, ad aprire gli occhi ma nonostante questo hai continuato a farmi le fusa ogni volta che iniziavo ad accarezzarti.
Mia piccola bellissima Milla, quando ti ho preso ero tanto sola, stavo attraversando un brutto periodo, i sabati durante i quali non avevo amici con cui uscire rimanevo a casa con te e tu mi tenevi compagnia, io curandoti e prendendomi cura di te mi sono distratta dal cibo, dall'amore che volevo e non ricevevo, dalla solitudine. Ti ho voluto bene come ad un'amica, hai riempito le mie giornate, le mie sere, le notti in cui mi sentivo sola ci addormentavamo insieme e la mattina appena la mia sveglia suonava e accendevo la luce tu salivi da me e mi salutavi miagolando finchè non scendevo giù dal letto.
Ora sei sotto terra, ti ho baciato la testolina prima di adagiarti sulla tua copertina rosa e ricoprirti con il terreno umido e scuro. Ora è rimasto soltanto un cumulo di terra fresca e mossa, con sopra un piccolo sasso a forma di cuore che la mamma aveva raccolto quest'estate.
Sono rimasta con te fino alla fine come ti avevo promesso, come hai sempre fatto tu anche se erano le due di notte e se poi salivo a dormire tu ci raggiungevi di sopra...
Ti ho accarezzato finchè l'anestesia ha fatto effetto sul tuo piccolo corpicino provato, poi ti hanno preso i veterinari, il Dr. **** e ****, e hanno cercato di iniettarti il Tanax nelle vene... eri così magra e così debole che non sono riusciti a trovarle e dopo 10 minuti di tentativi hanno cominciato a palparti il petto. Io avevo già capito cosa volevano farti e non riuscivo a trattenere i singhiozzi. Hanno preso una siringa un po' più grande e ti hanno fatto la puntura direttamente nel cuore. Io ti guardavo e il tuo respiro si è fermato in un attimo, appena il liquido è sgorgato dall'ago.
Piccola Milla mia, sei la gatta che ogni persona avrebbe voluto avere, non eri una semplice gatta, eri proprio speciale, perfetta per me, non so come ma ti avevo scelta tra tanti, tantissimi altri gatti. Prima avevo pensato che forse se ti avessi lasciato al gattile ora non saresti morta, ma poi penso che ti abbiamo dato davvero tanto, tantissimo amore, te lo meritavi tutto.
Le lacrime continuano a scendere, non riesco proprio a fermarle, e non posso ancora credere di essere stata IO a firmare per autorizzare la tua uccisione. Ancora non riesco a crederci, prima mi sembrava persino di aver sentito un fruscio sul mio copriletto, lo stesso che facevi tu quando cambiavi posizione.
Ti ho voluta fin da quando ero piccola e sono riuscita ad abbracciarti soltanto a 18 anni. Avrei voluto tenerti con me sempre, pensavamo a quando saresti venuta a casa mia, a quando ci sarebbe stato il mio matrimonio. E invece sono riuscita a tenerti con me poco più di un anno, io che appena entravo in casa salutavo te ancora prima di mia mamma e di mia sorella.
Non posso davvero crederci, con te ho davvero perso un pezzo di cuore, perché lo so che eri soltanto una gatta, ma l'amore che eri riuscita a darmi con le tue strusciate, i saluti, le fusa, i giochi e le sgridate che mi facevi quando urlavo o litigavo con qualcuno, quelle non me le potrà più ridare nessuno..
Nessun gatto, nessun animale domestico potrà mai sostituirti, eri unica in ogni particolare, tu parlavi tanto quanto me, volevi sempre avere l'ultima parola come me, eri una contessina perché mangiavi solo i bocconcini migliori e se cercavamo di fare fuori il cibo del giorno prima unendotelo un po' a quello nuovo tu da gran furbetta lo spostavi con la zampina e mangiavi solo quello che ti piaceva... Ti ricordi, Milla, quando pioveva e i primi tempi eri terrorizzata? Nell'ultimo periodo invece eri diventata spavalda come non mai. Di primavera ed ogni volta che fuori c'era il sole grattavi la finestra della cucina perché volevi uscire e poi te ne stavi tranquilla in giardino tra le margherite e a volte rincorrevi le farfalle...
Sopportavi con pazienza tutti i collarini che volevo che indossassi e che scommetto che ti davano un gran fastidio, ti facevi prendere, rigirare, coccolare e muovere come volevamo, eri una gatta dolcissima che non sopportava che si litigasse e che volevi sempre attenzioni e compagnia.
Gli ultimi periodi sei stata male piccola palla di pelo mia... qualche gatto ti deve aver morso un giorno di fine autunno e noi non ce ne siamo accorte. L'infezione ha preso il sopravvento e quando noi ce ne siamo rese conto forse era troppo tardi. Ti abbiamo portata dal veterinario dove sei rimasta per quasi una settimana sotto terapia intensiva ma quando sei tornata a casa non mangiavi più e hai cominciato a dimagrire, a zittirti, a dormire tutto il giorno e a non muoverti dalla mia stanza. Allora ti abbiamo portato di nuovo dal veterinario e in clinica questa volta ci seri rimasta tre o quattro giorni: hanno fatto il possibile tra antibiotici, flebo, pomate, nutrimento, bende, antidolorifici... Ti hanno riconsegnato a noi dicendo che stavi meglio, ed effettivamente per uno o due giorni sembrava che stessi proprio bene, non avevi più il raffreddore che ti era venuto e mangiavi pure. Poi è stato tutto un calo. Hai iniziato a non toccare più cibo e a bere tanta acqua. Non sentivo più la tua voce. La mattina mi alzavo con la paura di trovarti morente e la sera cercavo di andare a letto prima per non vederti in quello stato ma non ce n'è stato bisogno.. questi ultimi tre giorni li hai passati sempre sul mio letto e io ogni volta che ti muovevi mi alzavo e ti accarezzavo finchè non mi addormentavo di nuovo, ma tu stavi male, e io lo capivo dai tuoi miagolii, dalle unghie che erano sempre fuori e le tue piccole zampette tese come se stessi davvero soffrendo tanto, dal fatto che non facevi più niente di quello che facevi prima, che non mangiavi più, tu che eri una golosona. Poi hai iniziato a vomitare acqua e saliva. Ti abbiamo portato subito dal veterinario di domenica e ti hanno fatto una flebo e una puntura che avrebbe dovuto toglierti la nausea e farti mangiare. Non hai mangiato neanche quella sera. Io ancora ci speravo ma stamattina, dopo il mio primo esame all'università, la mamma mi ha detto che avevi vomitato sangue e lì ho proprio capito che proprio non si poteva più far niente. Ma c'era qualcosa in me che ancora sperava di poterti salvare. Ti ho portato questo pomeriggio alle 16.30 dal veterinario per l'ennesima visita (e io, convinta che poi saremmo tornate a casa come al solito, non ti ho neanche fatto salutare la Franci e la mamma) e durante il tragitto hai vomitato ancora sangue. Quando il Dr. **** mi ha accolto nella sala da visita rossa mi ha detto di non tirarti nemmeno fuori dal trasportino ed io ho iniziato a piangere perchè avevo capito cosa intendeva. Poi non so come, mi sembrava di avere capito di andare a casa e tornare quando avessimo deciso per farti praticare l'eutanasia. Ed invece in un attimo mi sono trovata a firmare un foglio per autorizzare la tua uccisione e ti hanno fatto subito una puntura per farti addormentare e poi mi hanno portato in un'aula ad aspettare che ti addormentassi. Stavi talmente male che hai vomitato persino sotto anestesia e hai fatto la pipì. Stavo male Milla, soffrivo perchè non potevi essere davvero tu, ma tu, povera cucciola, stavi sicuramente peggio e, anche se non sono ancora sicura di questo perché ho come dei sensi di colpa, come se non avessi fatto tutto il possibile, quella puntura letale era quella che andava fatta per il tuo bene.
Ti hanno coperto con un asciugamano e siamo tornate a casa in macchina: ho pianto tutto il tragitto, con te sul sedile accanto, morta. Una volta a casa ti ho preso in braccio prima di seppellirti, pensavi un niente ed era un peso morto che non avevo mai sentito, ciondolavi tutta e ho dovuto tenerti la testolina che ti ho baciato ancora due volte e poi il è stato il tuo buio.
Ora veglierai su di noi e sulla nostra casa, questa era la tua casa micia mia, e spero che tu possa aver capito tutto l'amore che ti ho dato proprio come quello che tu hai saputo dare a me.
Non ti dimenticherò MAI.
La tua mamma.



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Rispondi Citando

Ciao Milla


a te e
alla piccola Camilla che corre sul ponte..


Mi sono rivista io con Mina, anche il nome simile...






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