Non ricordo se vi ho parlato precedentemente di Jenny.
Jenny l'ho vista crescere sotto i miei occhi, pensate che da piccola veniva sotto casa insieme alla mamma (che a sua volta era venuta portata dalla mamma).
Così è iniziata la storia di questa gatta che per più di dieci anni è venuta ogni giorno in cerca di cibo (sempre a disposizione) e lunghi appostamenti davanti al portone.
Poi è venuto il periodo degli amori e rimasta incinta, per circa 4-5 gravidanze mi ha sempre portato i suoi piccoli a conoscere. I piccoli erano a volte tigrati come lei altre volte neri a seconda del loro papà.
Li ho chiamati Schizzetto (perché proprio nervoso) Volpe del deserto (perché si alzava in piedi per avere più cibo degli altri) Nerino (dolcissimo cucciolino) Giulio (che ancora viene e ama farsi coccolare delle ore intere poi vi racconterò le sue gesta)) e Titto che ho salvato portandolo in campagna dai suoceri.
Ebbene Jenny per tutti questi anni non si è fatta mai accarezzare, non le si potevano fare le coccole, ma i suoi occhi parlavano per lei.
Volevano dire grazie e questa è la gioia più grande.
Negli ultimi tempi, forse perché sentiva che non le restava molto da vivere veniva non solo per mangiare ma si fermava per essere accarezzata.
Che bello poterla finalmente stringere e accarezzare e lei riconoscente si strusciava e faceva le fusa.
L'ultimo giorno che è venuta non ha toccato cibo ma si è sdraiata sulla soglia del portone e ci guardava con occhi che dicevano addio.
Addio mia cara Jenny corri spensierata sul ponte, un giorno ci ritroveremo e saremo di nuovo insieme, sei stata una gioia per il mio cuore.



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ciao jenny



ciao Jenny



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