
Originariamente Scritto da
Butterfly
Vi dirò, il percorso per diventare allevatori passa necessariamente da due cose: l'amore sfrenato per i mici e la passione per l'allevamento, che non necessariamente coincidono. Si possono amare i gatti alla follia ma non essere comunque "predisposti", non so come dirlo "portati" all'allevamento, perché dietro alla nascita di una cucciolata ci sono un miliardo di cose: lo studio della genetica, di elementi di veterinaria, di etologia, di riproduzione felina, di tecniche di allevamento, lo studio della propria razza, le linee importanti, i gatti importanti, lo standard... si partecipa alle expo, si sta dietro ai cuccioli, si perdono ore e ore a studiare, a informarsi, a leggere, a documentarsi, ci si dimentica dei weekend (perchè sei in esposizione) oppure delle ferie (perché nasce la cucciolata a luglio, mica puoi andare 15 giorni al mare...), si fa diventare la propria casa un regno felino (perchè loro hanno bisogno di tiragraffi, di spazi, di balconi protetti...), si piange e si ride, si impara ad affrontare il momento brutto (perché capita, eccome se capita) e si gioisce dei momenti belli.
Prerequisiti non ce ne sono, perché allevare gatti è qualcosa che si impara con il tempo, con l'umiltà di mettersi in discussione, con il confronto continuo, soprattutto si impara dai propri sbagli e dalle esperienze proprie e di altri. Bisogna essere capaci di fare scelte a volte difficili (come il ricollocamento di gatti adulti, per esempio) e si deve anche imparare che non si ottiene nulla con la fretta. Ci vuole tempo, dedizione e amore, insomma, è una grandissima passione, e nient'altro.
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