Reputo l'argomento importante per la salute dei mici, per questo lo pongo all'attenzione di tutti...
I dati riportati di seguito sono estratti dai miei appunti di neofita assolutamente non esperta, presi su diversi siti (che dicono anche cose opposte, purtroppo, quindi riporto anche le contraddizioni sperando che qualcuno sappia far luce) e integrati con una recente traduzione mia dal sito della facoltà di Veterinaria dell’UC Davis (Università di California) i cui link riporto in calce.
Esperti e allevatori ovviamente sapranno già queste cose e potranno aggiungere le proprie esperienze e conoscenze così che questa discussione sia utile a tutti gli interessati.
Spero che tutto sia chiaro e abbastanza corretto e invito chiunque colga degli errori a farli notare, scusandomi per la lungaggine nonostante gli sforzi di sintesi.
Quali sono i gruppi sanguigni e cosa sono i tipi di sangue dei gatti?
Come è noto il sangue è composto da globuli rossi, globuli bianchi e plasma. I globuli rossi, portatori di ossigeno sono fondamentali per la vita: essi sono formati da proteine che possono essere riconosciute e distrutte dal sistema immunitario corporeo.
In caso di trasfusione sanguigna, esattamente come per noi, anche i gatti devono avere lo stesso tipo di sangue, altrimenti rischiano che il sistema immunitario reagisca al sangue estraneo con conseguenze spesso fatali.
Il gatto, in linea generale, ha due gruppi sanguigni: A e B.
Le proteine dei globuli rossi sono A (= acido– N glicol neuraminico) in un gruppo e B (=acido N-acetil neuraminico) nell’altro. In effetti le proteine sulla superficie dei globuli rossi dei due tipi sono solo leggermente diverse, ma il sistema immunitario può rilevare queste piccole differenze, quindi i gatti di tipo A possono sviluppare naturalmente anticorpi di tipo anti-B a bassi livelli, mentre i gatti di tipo B possono sviluppare anticorpi anti-A ad alti livelli (e quindi pericolosi).
E’ noto anche un terzo gruppo sanguigno raro “AB” e quindi i gatti con questo gruppo sono ricettori universali di trasfusioni. I ricercatori dell’UC Davis sostengono però che la definizione dei gruppi sanguigni ingeneri confusione in quanto il gruppo il gruppo AB non è il risultato della copresenza dei gruppi A e B, al contrario di quello che c’è scritto su altri siti, ma un gruppo a sè compatibile con gli altri due, mentre è possibile la compresenza del gruppo A con "sottogruppo" B ma il fenotipo è A (dominante) come spiego in seguito.
In quali rischi si può incorrere accoppiando gatti di gruppi sanguigni diversi?
Al momento della riproduzione gli anticorpi che si generano possono causare isoeritrolisi neonatale. Questa si verifica soprattutto quando una femmina con sangue di tipo B si accoppia con un maschio di tipo A e i cuccioli con gruppo A assorbono gli anticorpi anti-A dal colostro durante l’allattamento.
Questi anticorpi generano la distruzione dei globuli rossi dei gattini e li portano all’itterizia, a urine scure e a una morte rapida. In alcuni casi si verifica anche la caduta della punta della coda.
Alcuni allevatori esperti riescono a salvare le cucciolate facendo un test neonatale del sangue ai piccoli e allontanando i micetti di gruppo A per le prime 48/72 ore dalla madre (cioè le ore in cui la madre produce il colostro) ma con tutta una serie di rischi per lo sviluppo psico-fisico dei mici privati dell'assorbimento del preziosissimo e salutare colostro materno.
Il gruppo A è il più comune fra i mici, ma la frequenza varia significativamente in base alla razza e al luogo geografico (ho letto che nel Regno Unito i gatti di tipo B arrivano al 60%, mentre in Italia la percentuale è abbastanza bassa in tutte le razze).
Razze che non hanno il gruppo B (secondo l’UC Davis, ma altri siti dicono cose diverse) sono Siamesi, Burmesi, Blu di Russia, Ocicat, Oriental Shorthair, Cornish Rex e Devon Rex. L’ereditarietà del raro gruppo AB non è ancora ben capita, e la sua incidenza sembra sia inferiore al 1%.
I gruppi A o B sono ovviamente determinati geneticamente. I gatti ereditano un gene per il tipo di sangue dalla madre (a livello di ovulo) e uno dal padre (a livello di sperma). I geni del sangue di tipo A sono dominanti sui geni del sangue di tipo B, il che significa che un gatto con geni misti (cioè con entrambi i geni A e B, ma da notare che è diverso dal terzo gruppo sanguigno AB, raro) – avranno un sangue di gruppo A (ma saranno portatori di B, ovvero avranno il “sottogruppo” B).
Una femmina con gruppo sanguigno B può generare una figliata con gruppo sanguigno A se si è accoppiata con un maschio con gruppo sanguigno A (dominante). Questa è la situazione nella quale è più frequente che si verifichi una condizione di isoeritrolisi neonatale per tutti o per almeno la metà dei cuccioli, come spiego meglio in seguito.
L’UC Davis propone una nuova classificazione per gli alleli dei gruppi sanguigni.
A per A
a per AB
b per B.
Geneticamente i gatti di tipo A possono quindi essere A/A, A/a o A/b
I gatti di tipo B sono sempre b/b.
Dei ricercatori del Dr.leslie Lyons’ Lab dell’UC Davis hanno recentemente trovato il gene della mutazione associato al gruppo sanguigno B. In seguito a questa scoperta è stato sviluppato un test diagnostico del DNA. I gatti possono essere testati a un’età precoce con un semplice tampone di saliva per conoscere il sottogruppo.
Conoscere il gruppo sanguigno è necessario, ma anche la conoscenza del sottogruppo è importante per stabilire che genere di gruppo sanguigno possono avere i cuccioli.
Riporto i vari schemi in modo che sia più agevole la comprensione degli incroci (non considero i gatti di gruppo A/a perchè sul gruppo AB si sa davvero poco):
1) Maschio e femmina A/A: tutti cuccioli A/A e nessun rischio di isoeritrolisi
2) Maschio e femmina b/b tutti cuccioli b/b e nessun rischio di eisoeritrolisi
3) Maschio A/A oppure A/b e femmina A/b: si verificano le seguenti situazioni:
Nel primo esempio, il maschio (A/A) ha tutte e due le versioni (ovvero quello proveniente dalla madre e quello proveniente dal padre) del suo gene per la codifica del gruppo sanguigno A e, pertanto, tutti i suoi gattini saranno di gruppo sanguigno A. La metà dei cuccioli sarà portatrice del gene del gruppo sanguigno B, che hanno acquisito dalla madre. Nessuno dei gattini sarà a rischio di isoeritrolisi neonatale poiché tutti avranno lo stesso gruppo sanguigno della madre (A).
Nella seconda ipotesi (maschio A/b) entrambi i gatti con gruppo sanguigno A sono portatori del gene del gruppo sanguigno B. Un quarto dei gattini nati da questo accoppiamento (25%) avranno sangue di gruppo B. Le femmine con gruppo sanguigno A hanno meno anticorpi anti-tipo B rispetto alle femmine con gruppo sanguigno B, con anticorpi anti-gruppo A. In questo modo i gattini con tipo B procreati da questo accoppiamento potrebbero anche sopravvivere.
Tuttavia, se l’accoppiamento si ripete, la femmina potrebbe generare anticorpi anti-tipo B e, in questo caso, un quarto dei gattini procreati potrebbe morire a causa di isoeritrolisi neonatale. (Su questo punto ci sono pareri diversi!)
4) Maschio A/A o A/b e femmina b/b:
Nel primo caso (maschio A/A) tutti i micetti avranno sangue A con sottogruppo b, quindi ad alto rischio di isoeritrolisi perché di gruppo diverso dalla madre, nel secondo sarà a rischio il 50% dei cuccioli, quelli col sangue Ab (gli altri, con gruppo b/b come la madre non correranno rischi).
Spero di non avervi annoiato troppo!
Notizie e schemi basati principalmente sui seguenti articoli:
Untitled
e
Cat Blood Group



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, come ti avevo segnalato! Chissà perchè... in cosa sono "diversi" da altre razze dove il test sembra funzionare? forse ne hanno solo pochi a disposizione da testare...).
(ma non voglio giudicare gli altri... ognuno agisce secondo la propria coscienza, credo...)




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