Cercherò di essere il più sintetica possibile, perchè devo riassumere la situazione degli ultimi due anni.
Non farò nomi.
Dal 2009 mi sono trasferita con il mio unico gatto, Mosè, dal mio appartamento alla casa del mio ragazzo, in campagna, al confine tra due province.
La nostra famiglia era inizialmente composta quindi da me, Mosè, il mio ragazzo e i suoi due cani.
Viviamo alla fine di una strada chiusa, e l'unica abitazione prima della nostra (che è l'ultima) è una vecchia casa nella quale i proprietari non abitano più, poichè si sono trasferiti un paio di km più vicini alla civiltà. Tali proprietari (la Vecchia e i due Figli), di professione agricoltori, usano questa casa non più abitata come rimessa per gli attrezzi agricoli e passatempo per la Vecchia, che si dileggia nella lavorazione di un orticello.
All'epoca del mio trasferimento, legato ai portici davanti all'aia, c'era anche un cane molto anziano. Tenuto a catena 24 ore su 24, il suo compito era quello, suppongo, di dare l'allarme abbaiando (e svegliando noi, visto che loro abitano appunto a qualche km di distanza) nel caso in cui qualche pericoloso criminale avesse voluto introdursi nella catapecchia e rubare la vanga con cui la Vecchia rigira le zolle dell'orto.
La cura dei padroni nei confronti dell'animale da guardia era la seguente: abbandonato a se stesso 22 ore al giorno (e perennemente, ripeto, legato ad una catena di circa due metri), escluse le brevi incursioni dei Figli per prendere e depositare i trattori e della Vecchia per togliere le erbacce dall'orto, veniva cibato con pezzi di pane vecchio e se andava di lusso qualche avanzo di cucina - il tutto gettato allegramente sull'aia, perchè si sa, le ciotole sono una spesa non indifferente.
FINE PRIMA PARTE
ora continuo, ho solo paura di non avere abbastanza posto in un post..



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(dopo ti cerco per le presentazioni
)


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