13/11/2007-

Lo scorso 8 novembre la Commissione Europea ha pubblicato il quinto rapporto sui dati statistici relativi al numero di animali utilizzati a fini sperimentali nell’anno 2005 (tranne uno Stato che ha fornito dati del 2004), così come previsto dalla Direttiva Europea 86/609, che stabilisce che questi dati debbano essere pubblicati almeno ogni tre anni. Gli ultimi dati erano infatti relativi al 2002, con L’Unione Europea a 15 Paesi; quelli attuali fanno riferimento per la prima volta a 25 Stati Membri.

“I buoni propositi dell’Unione Europea di incentivare il ricorso a metodi che non facciano uso di animali non si è tradotto in realtà, anzi il numero di animali impiegati è addirittura aumentato - dichiara Roberta Bartocci, responsabile LAV del Settore Vivisezione - In totale infatti sono stati impiegati 12,1 milioni di animali considerando i 25 Stati Membri; 11.070.299 considerando gli stessi 15 che avevano già fornito i dati nel rapporto precedente. Si registra quindi un aumento del 3,2%, pari cioè a 339.279 animali in più. L’apporto dei nuovi Stati Membri è invece pari all’8,6% del totale. L’Italia, inoltre, è tra le posizioni alte della classifica: si trova cioè al quinto posto per numero di animali usati dopo Francia, Regno Unito, Germania e Grecia. L’unico Stato Membro a non utilizzare animali a fini sperimentali risulta essere Malta”.

“Ricordiamo l’impegno assunto dall’attuale Maggioranza di Governo a pagina 153 del proprio programma, in favore della progressiva abolizione della sperimentazione animale e della promozione di metodi alternativi - dichiara Gianluca Felicetti, presidente LAV - Sollecitiamo, dunque, il varo urgente del Piano Nazionale per la progressiva abolizione dei test su animali, la promozione dei metodi alternativi e il varo dell’Istituto Italiano per i Metodi Alternativi collegato ai Ministeri della Salute e della Ricerca, temi sui quali la LAV ha da tempo avanzato delle proposte”.

Tra le varie specie impiegate, sono stati utilizzati: 24.119 cani, 312.681 conigli, 649.183 uccelli, 10.449 primati, il cui numero è aumentato del 5%. Aumenta anche il numero di mammiferi impiegati, in particolare tra furetti, conigli e topi.

Inoltre per ciò che riguarda gli usi, sono 231.613 gli animali utilizzati in test di tossicità, tra cui 841 cani. Come nel 2002, non è stata impiegata alcuna grande scimmia, fatto che rende plausibile l’impegno a bandire dagli esperimenti almeno queste specie (gorilla, scimpanzé, orang utan).

Sconcertante è invece l’aumento del 107% di animali per uso in test a fini cosmetici, dovuto soprattutto alla Francia (5,571 animali).

“Questo dato è davvero allarmante - prosegue Roberta Bartocci - considerato il divieto di test cosmetici su animali con inizio dal 2009 per i singoli ingredienti e il bando totale dell’uso di animali a fini cosmetici fissato al 2013, che potrebbe rischiare di essere ulteriormente prorogato a tutto danno degli animali e senza alcuna utilità o necessità per la sicurezza dei consumatori”.

La Direttiva Europea 86/609 sta attraversando attualmente un processo di revisione che porterà alla proposta di un nuovo testo nei prossimi mesi. La LAV auspica che i dati pubblicati nel quinto Rapporto siano di monito agli Stati Membri per cercare di attuare azioni concrete a favore dei metodi sostitutivi nel nuovo testo di Direttiva.

La comunità scientifica guarda infatti con sempre maggiore diffidenza alla sperimentazione animale e i cittadini europei sono sensibili al tema, come dimostrato lo scorso anno dai dati della consultazione pubblica sull’argomento su iniziativa della Commissione. Inoltre, la ricerca nell’ambito di metodi di sperimentazione efficaci e non cruenti sta avanzando rapidamente, rendendo l’uso degli animali a fini sperimentali una pratica sempre più obsoleta e ingiustificabile.

La LAV invita i cittadini italiani a sottoscrivere numerosi la: petizione nazionale (disponibile on line su .: LAV :. fino al mese di settembre 2008) che prevede alcune misure per incentivare l’impiego di metodi alternativi, a favore di una ricerca eticamente sostenibile e scientificamente affidabile.


LA DICHIARAZIONE DI UNIPRO
L'industria cosmetica è impegnata per l'eliminazione della sperimentazione animale e in Europa i test cosmetici su animali non sono in aumento e oggi rappresentano solo lo 0,08% del totale. Risponde così l'Unipro, l'Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche, alla LAV che ha diffuso dati proprio sulla sperimentazione animale.
In Italia, sempre secondo l'Unipro, gli ultimi dati del ministero della Salute per il 2005, indicano poi che nessun test e' stato realizzato sul nostro territorio a fini cosmetici.
'Non è corretto affermare, come fa la LAV, che il numero di test cosmetici su animali sia aumentato in quanto la precedente relazione UE non includeva i dati provenienti da alcuni Paesi europei, adesso invece considerati. A oggi in Europa la percentuale degli animali impiegati per testare ingredienti cosmetici rappresenta - spiega l'Unipro - solo lo 0,08% del totale degli animali utilizzati per la sperimentazione con finalità scientifiche' come riportato in una Relazione della Commissione Europea, pubblicata il 3 maggio scorso. (Ansa)


LA LAV REPLICA A UNIPRO
Rispetto alla dichiarazione di Unipro che ritiene scorretto raffrontare i dati dell’Europa a 25 con quelli a 15, la LAV fa presente che i raffronti sono stati fatti sempre tra i dati dei 15 vecchi Stati Membri. Relativamente al dato sui cosmetici inoltre, si sottolinea che il quinto Rapporto sui dati statistici UE relativi all’impiego di animali a fini sperimentali indica chiaramente che l’aumento dei test a fine cosmetico è dovuto in gran parte ad uno dei vecchi Stati Membri.

La LAV registra favorevolmente le dichiarazioni di Unipro di impegno all’eliminazione della sperimentazione animale, soprattutto considerando questo intento una conquista rispetto al passato in cui l’industria era chiusa ad ogni cambiamento verso metodi alternativi di sperimentazione.

Tuttavia, la LAV attende ancora dei cenni concreti in questo senso da parte del Governo nazionale relativamente al suo impegno, riportato nel Programma “Per il bene dell’Italia” a pagina 153, in favore della sostituzione progressiva degli animali impiegati a fini di ricerca. I numeri di animali impiegati a tale scopo, una ecatombe, non sono opinioni.


Fonte LAV