La malattia da graffio di gatto è un'evenienza molto rara
Il gatto untore è tornato a farsi vivo sui mass media italiani. I dati di una ricerca della sezione di Pavia dell’IZSLER, l'Istituto Zooprofilattico della Lombardia ed Emilia Romagna, sulla malattia da graffio del gatto, Cat Scratch Disease, CSD, (pubblicata su “L’osservatorio epidemiologico veterinario regionale” dell’ottobre 2000) sono stati travisati e hanno causato allarmismo. Con risvolti pratici: una scusa in più per abbandonare il gatto, proprio all’inizio delle ferie. La CDS è una zoonosi o meglio una linforeticolosi trasmessa dal graffio di un gatto infetto (anche se esistono alcuni casi non collegati al gatto, ancora da spiegare) ed è conosciuta da almeno 70 anni. I microrganismi che la causano sono stati identificati solo negli anni novanta e sono Afipia felis e soprattutto Bartonella henselae(nel 95 per cento dei casi). “Non c’è da allarmarsi - spiega Adriano Mantovani, del Centro di Collaborazione OMS/FAO per la Sanità Pubblica Veterinaria - persone che sono state graffiate dal gatto e che hanno avuto sintomi passeggeri ci sono sempre state, ma sono comunque casi rarissimi.” Non esistono dati generali per l’Italia, negli Stati Uniti la stima è di 2,5 casi per 100.000 persone all’anno. Sono più colpiti i bambini, ovviamente, perché sono quelli che più spesso giocano con i gatti o li infastidiscono. Non tutti i graffi felini portano alla malattia, ma lavarsi e disinfettarsi dopo essere stati graffiati è sempre una buona cosa. Molti gatti, soprattutto i cuccioli, sono portatori sani di Bartonella henselae, ma il batterio è stato trovato anche in altri animali (ruminanti, due casi nel cane, ecc.). Poiché la malattia è legata alla presenza delle pulci, il controllo di questi parassiti è dunque un’altra importante forma di prevenzione. La CDS quasi sempre si risolve spontaneamente, anche se talvolta con tempi lunghi (qualche mese). I sintomi sono costituiti per lo più da un rialzo febbrile e dall'ingrossamento di alcuni nodi linfatici; talora può inizialmente essere scambiata per una mononucleosi. In alcuni casi sono necessari gli antibiotici. Solo molto raramente si possono avere complicazioni serie (encefaliti, epatiti), anche se - come qualsiasi patologia infettiva - la CSD può rappresentare un problema per gli immunodepressi (HIV-positivi, trapiantati di organi, pazienti in terapia anti-neoplastica ecc.). Anna Mannucci
Fonte: I gatti e la stampa | Le Scienze



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e l'antibiotico ho dovuto prenderlo io....


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