Buongiorno a tutti, sono alla ricerca di un consiglio.

Quotidianamente, sul retro di casa, metto da mangiare ai gatti randagi di passaggio e/o stanziali.
Nella zona (abito in campagna) sono l'unico a sfamarli.
È possibile che, nel raggio di qualche chilometro, ci sia qualcun altro a occuparsene, ma non ho alcuna garanzia.
Da un po' di tempo – per motivi di lavoro e altro – sto cercando di andarmene da dove abito al momento.
Qua sorge il problema: ammettendo che riesca a traslocare, che fine farebbero questi gatti?

Tra le presenze fisse, c'è un gatto bianco (maschio, non castrato) che si fa accarezzare; gli altri, invece, scappano appena si accorgono di me.
Tralasciando questo gatto bianco (non mi sembra molto domestico, quindi mi occorrerà tempo per pensare di accoglierlo in casa), come dovrei comportarmi con gli altri (sempre in prospettiva di un futuro trasloco)?
Devo tentare di accalappiarli e poi relegarli in casa a tutti i costi?
Sorgerebbero problemi di compatibilità interna e, per come sono messo ora, non ho neanche spazio per ospitarli.
Devo sperare di non traslocare?
Ma, senza lavoro, presto o tardi non potrò più sfamare nemmeno i miei gatti.

Pur lasciando un'abbondante quantità di cibo, riempo le ciotole solo una volta al giorno, per spingerli ad allargare il raggio d'azione e cercare anche altrove da mangiare.
Sinceramente non sono tanto convinto di questo metodo, anche se lo applico per prepararli a un'eventuale mancanza di cibo.
L'alternativa è renderli ancora più dipendenti da me, con le ovvie conseguenze del caso.
Diciamo che, qualsiasi cosa faccia, mi sembra sempre che sia quella sbagliata.

Grazie per i consigli.