"Grande, grosso e... Verdone"? "Sarà un piccolo documentario sulla cafoneria''. Con la sua fatica numero 21, nei cinema dal 7 marzo, Carlo Verdone resuscita tre dei suoi più riusciti personaggi, (il goffo Leo, il professor Callisto Cagnato e il pedante Raniero), tutti rivisti e invecchiati. "Anche loro sono cambiati - spiega a Vanity Fair - hanno mogli, figli e soprattutto si devono confrontare con la volgarità di oggi"' spiega.
"Negli ultimi anni ho fatto solo commedie intimiste - dice Verdone, spiegando perché ha riaperto il dialogo con i personaggi che l'hanno reso famoso - Però di recente al mio fan club sono arrivate tantissime email, circa 1.500, da persone di ogni età che chiedevano tutte la stessa cosa: torna a fare i personaggi. E questo mi ha spiazzato. Così ho chiesto consiglio a mio figlio Paolo, che ha vent’anni".
"Papà, devi trovare la chiave giusta. Se li rifai come erano allora combatti con il tuo passato e sbagli di sicuro" ha risposto il ragazzo. Così ecco che, chiamati a raccolta tutti i suoi sceneggiatori, vecchi e nuovi, Verdone ha deciso di "estrarre da ogni personaggio il suo Dna e di farlo crescere". "Alla fine credo di aver fatto un bel film dove non c’è spazio per confronti né rimpianti” conclude.

Leo
, il ragazzotto ingenuo di "Un sacco bello", lo ritroviamo sposato con una moglie autoritaria (''ogni tanto gli mette anche i piedi in testa'') che ha conosciuto in un campo scout. Lui è religiosissimo, molto cattolico e ha chiamato i figli come due papi, Clemente e Sisto. Il professor Callisto Cagnato invece diventa più diabolico:
ora non è solo logorroico e asfissiante ma ha anche una doppia personalità come dottor Jeckill e Mr. Hyde, ha seppellito varie mogli e tormenta il figlio.

Nel cast, accanto a Verdone, ci sono Claudia Gerini, Geppi Cucciari e la modella Eva Riccobono.


Nel mirino, questa volta, c'è "la volgarità dilagante e un certo tipo di italiano: di giorno tutto principi e moralità, di notte ipocrita e sconsiderato" spiega Verdone, amareggiato e deluso per come si è chiusa l'ultima legislatura e convinto che "questi signori non rappresentano il Paese: noi tutti siamo molto meglio di loro”.

In attesa del tour promozionale che porterà il film nelle maggiori città del Paese, Verdone assicura che "Grande, grosso e Verdone" ha già superato la prima prova.
"Finora l’hanno visto solo cento persone, in pratica il personale della casa di produzione (la Filmauro, ndr). Da sentirsi male... De Laurentiis, dopo la proiezione, mi ha detto di uscire dalla sala perché tutti i presenti avrebbero dovuto rispondere a un questionario ed esprimere un voto. Per me è stata una sorpresa tremenda! Mi sono ritrovato in corridoio a fumare, aspettando il verdetto. Neanche agli esami universitari mi sono sentito così".

Inutile dire che il giudizio è stato positivo: "Ho preso dal sette e mezzo al dieci e lode - svela. - Ma un po’ me lo aspettavo: il film è venuto bene, l’abbiamo scritto ridendo e il cast è fantastico".

Fonte: Tgcom - "Faccio un documentario sui cafoni"