Permessi retribuiti per cuori infranti
Alla
Hime & Company di Tokyo vacanze pagate per motivi sentimentali: più giorni ai dipendenti più anziani
TOKYO – Il ragazzo ti ha lasciata? Prenditi un permesso. Non è un sogno. Almeno non alla Hime &Company di Tokyo, una società di sei dipendenti (tutte donne) che lavora nel marketing dei cosmetici. Una rivoluzione. Che consente anche alle impiegate di arrivare in ufficio con le borse della spesa, senza sentirsi in colpa.
AMORE – «Non sempre c’è bisogno di permessi per la maternità – dice l’amministratore delegato Miki Hiradate al quotidiano britannico Independent –. Ma tutte hanno bisogno di riprendersi dopo una storia finita male». Meglio consumare pacchetti di fazzoletti sul divano di casa con un’amica piuttosto che sedute alla propria scrivania. Così allo staff della Hime viene dato un permesso che varia a seconda dell’età delle dipendenti. Perché tra i 20 e i 30 anni cambiano molte cose, anche il modo di vivere le relazioni di coppia: «Per le ventenni è più facile trovare un nuovo partner», spiega Miki Hiradate. E allora, fino a 24 anni il permesso concesso è di un solo giorno. Tra i 25 e i 29 anni si passa a due. Infine, sopra ai 30 si può stare a casa fino a tre giorni: «Perché le trentenni vivono normalmente separazioni più dolorose». Insomma, ci vuole più tempo per attutire il colpo.
SHOPPING – Ma non solo l’amore turba l’animo della donna al lavoro. Entrare o meno in ufficio con le borse dello shopping è un vero e proprio dilemma. Al fascino della vetrina non si resiste, se c’è l’offerta, poi, non ci si controlla. Ma il capo potrebbe irritarsi. Non se lavorate alla Hime, dove avreste due mattine all’anno a scelta di permesso per fare shopping. Come a dire, sveglia all’alba per essere le prime ad aggiudicarsi i saldi di stagione. E tutte le altre, in ufficio a lavorare.
Maddalena Montecucco
01 febbraio 2008
FONTE:
Permessi retribuiti per cuori infranti Corriere della Sera