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Declawing, l’asportazione delle unghie del gatto

A differenza di molti mammiferi che camminano sulla base della zampa o del piede, i gatti sono digitigradi, vale a dire che camminano unicamente portando il peso del loro corpo sulle dita delle zampe.
Il dorso, le scapole, le articolazioni di zampe e gambe, i muscoli, i tendini, i legamenti ed i nervi sono naturalmente designati a sostenere e distribuire il peso del gatto attraverso le sue dita quando cammina, corre e si arrampica.
Gli artigli del gatto sono usati per bilanciarsi, ma anche per esercitare e stirare i muscoli nelle loro gambe, nella schiena e nelle zampe.
Questi muscoli vengono tesi affondando gli artigli in una superficie per poi essere ritirati nella loro stessa cavità. Questo è l’unico modo in cui il gatto può esercitare, tendere e tonificare i muscoli della sua schiena e del suo dorso. Le dita aiutano la zampa a poggiare sul suolo in un preciso angolo per far sì che i muscoli di gamba, schiena, dorso e le loro giunture siano allineate correttamente. La rimozione dell’ultima parte della falange del dito altera drasticamente la conformazione dei loro piedi che poggeranno sul suolo con un’angolazione innaturale che può causare dolori alla schiena molto simili a quelli umani causati dal portare scarpe disadatte.
L’anatomia dell’artiglio felino deve prima essere ben capita per poter comprendere a fondo la gravita della deungulazione ( in inglese declawing ). L’artiglio del gatto non può essere paragonato all’unghia del dito di un umano in quanto l’artiglio fa parte dell’ultima falange del dito della sua zampa. L’artiglio del gatto sorge direttamente dall’alloggiamento cutaneo situato nell’ultima falange del dito. La maggior parte delle cellule germinali che producono l’artiglio sono situate sul dorso dell’alloggiamento cutaneo. Questa parte dev’essere quindi completamente rimossa, o potrebbe insorgere la ricrescita di un residuale artiglio. L’unico modo per essere certi d’aver rimosso tutte le cellule germinali è quello di amputare l’intera ultima falange della giuntura.
Contrariamente a quanto supposto dalla maggior parte delle persone, la deungulazione non consiste nell’amputare unicamente l’artiglio, bensì l’intera falange, incluso ossa, legamenti e tendini.
Al fine di rimuovere l’artiglio, le ossa, i nervi, il legamento capsulare, il legamento collaterale, il tendine estensore e quello flessore, devono essere amputati completamente.
La deungulazione, quindi, non è un unico “semplice” intervento chirurgico, ma consiste in dieci dolorose amputazioni separate che partono dalla terza falange fino all’ultima di ogni dito.
Rapportato ad esempio su una mano umana, si avrebbe quindi l’asportazione completa delle dita. La deungulazione non è comunque esente da complicazioni. Comparate alle normali procedure veterinarie di routine, le complicazioni che possono insorgere sono relativamente alte.
Tra le più frequenti complicazioni dovute alla deungulazione, che possono diventare delle vere e proprie torture fatte di sofferenze atroci, troviamo emorragie, danni al nervo radiale, schegge ossee che impediscono la guarigione, dolorosa e deformata ricrescita dell’artiglio all’interno della zampa e quindi non visibile ad occhio nudo, dolori di natura cronica al dorso ed alle giunture di spalle, gambe e dorso, nonché l’indebolimento dei muscoli stessi.
Altre complicazioni, incluse emorragie post operatorie immediatamente dopo l’operazione o al momento della rimozione del bendaggio, sono un avvenimento abbastanza frequente, così come ischemie della zampa, claudicazioni dovute all’infezione o alla lacerazione della ferita o del cuscinetto, esposizione alla necrosi della seconda falange e possibili ascessi dovuti alla ritenzione di una porzione della terza falange. Gli ascessi dovuti alla ricrescita devono essere trattati chirurgicamente e consistono nella rimozione dell’avanzo della terza falange.
Durante l’amputazione dell’ultima falange, l’osso può frantumarsi e causare la separazione di un pezzo di osso durante un processo di necrosi, che potrebbe servire come veicolo di infezioni causando un continuo spurgo del dito.
Questo necessiterà una seconda anestesia ed intervento chirurgico. Una crescita abnorme delle terminazione nervose, porteranno dolori a lungo termine alle dita.
Alcuni gatti rimangono così traumatizzati dalla deungulazione, che anche la loro personalità ne risente. Mici sempre stati affettuosi e docili diventano improvvisamente introversi e riservati. Altri invece, privati della loro maggiore fonte di difesa, diventano nervosi, spaventati, persino aggressivi e ricorrono per questo alla loro unica di difesa rimasta, i denti.
In alcuni casi, quando i gatti che hanno subito l’amputazione usano la lettiera dopo l’intervento, il nuovo inaspettato dolore dovuto alla delicatezza delle loro zampe a contatto con la sabbia, viene da loro associato alla lettiera in modo permanente sfociando in un’avversione per l’intera vita alla lettiera.
Altri gatti, invece, privati della possibilità di marcare il territorio attraverso l’uso degli artigli, sfogano i loro istinti urinando permanentemente per la casa. Molti altri, invece, traumatizzati da questa terrificante e dolorosa mutilazione, finiscono con il passare tutta la loro vita appollaiati in luoghi difficilmente accessibili, cercando riparo da immaginari predatori da cui sentono di non avere più alcuna adeguata difesa.
I gatti confidano come loro primaria arma di difesa negli artigli, privandoli di questa sicurezza si sentono indifesi. Il costante stress a cui vengono sottoposti fa sì che molti si ammalino sia fisicamente che psicologicamente.
La deungulazione priva il gatto della sua capacità di movimento e di difesa. Per natura loro amano poter graffiare, è un loro naturale istinto per marcare il territorio. I gatti deungulati vengono anche privati della loro dignità rendendoli incapaci di arrampicarsi, scavare, cacciare e compiere tutti quegli esercizi di cui sentono la necessità.
In breve, un gatto deungulato è un gatto orrendamente mutilato sia fisicamente che psicologicamente e non esistono scuse per giustificare l’essere ricorsi ad una così orrenda pratica quale è la deungulazione.

Il tuo gatto dovrebbe potersi fidare di te e cercare riparo sotto la tua protezione, non tradire questa fiducia deungulandolo!