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Coda, orecchie, vibrisse, vocalizzi del gatto

E’ utile, per capire lo stato d’animo del gatto, osservare la postura della sua coda. Ecco quindi qualche spiegazione:

  • Coda dritta – Quasi a formare un angolo retto con il corpo del gatto – Esprime felicità.
  • Coda dritta con punta ricurva – Sembra quasi un punto interrogativo – E’ segno d’interesse e curiosità.
  • Coda che si agita – La coda mossa velocemente – Agitazione, possibile rabbia o fastidio.
  • Coda incurvata con peli dritti – Segnale di paura di fonte ad un avversario o grande rabbia.
  • Coda tenuta bassa con pelo dritto – Esprime, solitamente, paura.


Le orecchie e le vibrisse

Le orecchie dei gatti sono dotate di una muscolatura volontaria e possono essere orientate a seconda dell’ umore del gatto. I movimenti delle orecchie, così come quelle dei baffi, rappresentano alle volte gli unici indizi delle emozioni del gatto. Se tenute diritte, leggermente puntate in avanti ed indipendenti (solo una delle due è diretta verso la fonte sonora), indicano che il gatto si sente sicuro e sta esaminando l’ambiente circostante. Il gatto è in allarme se i padiglioni sono in posizione frontale, o se le orecchie sono drizzate verso la fonte sonora. Quando le orecchie sono appiattite lateralmente, perfettamente simmetriche, è perché il micio è in allarme ed è indice di forte ansia. Se i padiglioni si spostano all’indietro, l’aggressione è cominciata. Anche i baffi del gatto, chiamati vibrisse, si orientano a seconda delle attività ed emozioni del gatto. Durante le attività della veglia sono disposti ad arco, ma vengono rapidamente ripiegate all’indietro al momento dell’attacco.

Messaggi vocali
Rispetto a cani e cavalli i gatti sono gli animali che possiedono il maggior numero di voci. Vent’anni fa circa i veterinari e gli etologi avevano classificato ben sedici tipi di versi usati dai gatti, ma gli studiosi di oggi assicurano che sono molti di più. Sono infatti stati scoperti molti altri suoni. Si possono suddividere in tre categorie e cioè in “mormorii”, “vocalizzi” e “vibrazioni forti”. Solitamente, i mormorii sono le fusa e indicano normalmente uno stato d’animo affettuoso e rilassato. I vocalizzi, o miagolii, sollecitano attenzione oppure esprimono un disagio. Le vibrazioni forti, che sono i soffi ed i ringhi, scandiscono azioni quali l’attacco, la difesa e l’amore. Per poter comprendere al meglio i loro comportamenti, si deve far caso non solo alle espressioni vocali ma anche al tono della voce e come abbiamo detto in precedenza, ai movimenti che le accompagnano. E’ soprattutto con l’essere umano che il gatto “parla” perché, con i suoi simili, utilizza principalmente il linguaggio del corpo come la posizione delle orecchie, della coda e l’aprirsi oppure il socchiudersi degli occhi.